LETTERA AL MINISTRO CHE VUOLE ABOLIRE LE VACANZE.

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1 Risposta

  1. anna scrive:

    Inglese, informatica e impresa.. Anche a me quest’ultima novità spuntata a slogan di 140 caratteri (come ormai praticamente tutto ciò che riguarda la “politica” intesa come gestione del bene comune) mi ha lasciata perplessa, e ammetto anche un po’ rattrista. L’inglese è certamente indispensabile, ma credo che in relazione a questo, il problema che vorrei ci si ponesse è in relazione al l’utilità delle lezioni già in corso: come vengono insegnate le lingue straniere? Io ho la sfacciata fortuna di essere cresciuta parlando tre lingue, tra cui l’inglese.. Ma chi non ha questa fortuna? Come si può pensare di imparare a COMUNICARE in una lingua se ci si affossa nello studio della grammatica senza (almeno per quanto riguarda la mia breve e travagliata carriera scolastica, e quella di svariate persone con cui ho parlato di questo argomento) avvalorare la parte comunicativa, orale, senza osare discussioni che, anche se grammaticalmente non perfette, permettano ai ragazzi di farsi capire dal resto del mondo? Informatica: non so se dopo l’avvento delle LIM, come eleganti rappresentanti di un mondo che si evolve anche nelle scuole, la comprensione delle materie sia migliorata.. so che, e questo è un pensiero del tutto oggettivo e basato esclusivamente sulla mia esperienza personale, i bambini del 2015 crescono con la tecnologia in mano, e non hanno alcun bisogno di ricevere insegnamenti “di base”… io di anni ne ho venticinque, e credo di appartenere all’ultima generazione che la tecnologia ha dovuto imparare ad usarla, e non ci è nata.. Perché allora non si pensa ad una sorta di “educazione civica” nel mondo dell’informatica? Il mondo digitale ormai è predominante nella vita dei giovani e, putroppo, dei giovanissimi.. perché non pensare a lavorare assieme a loro, immergendosi nel mondo digitale, facendo esperienza assieme a loro di ciò che potrebbe sinificare essere “buoni cittadini” dietro ad una tastiera? Gli argomenti sarebbero svariati, dal bullismo sui social alla pirateria informatica, almeno secondo me.. Fino a dieci anni fa il “bravo ragazzo” era colui che aiutava la vecchietta ad attraversare la strada, perché ora non possiamo pensarlo come uno che, invece di scaricarsi il film da Emule, lo compra da ITunes perché capisce il valore del lavoro svolto e si sente in dovere morale di pagare per un servizio che riceve?
    Credo che gli spunti siano moltissimi, e credo che la risposta non possa essere togliere tempo libero.. Massacriamo i giovani con mille impegni, e non sono più in grado di gestirsi il tempo libero, perché non sanno cosa farsene.. l’estate è l’unico momento in cui la loro quotidianità viene meno dai mille impegni di studio, sport, esperienze varie, e tornano ad essere Sempliciemente ragazzi e ragazzini..

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